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“Per non dimenticare le nostre radici, quest’anno abbiamo deciso di celebrare la ricorrenza del 65° anniversario della fondazione Cisnal-Ugl laddove morì il padre del sindacalismo rivoluzionario”. Con queste parole Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, ha spiegato le ragioni che hanno portato l’Organizzazione a Trieste per un omaggio al sacrario militare di Redipuglia, dove è ubicato il monumento che ricorda il sacrificio di Filippo Corridoni, e in occasione dell’anniversario della Prima Guerra Mondiale.

Durante la giornata commemorativa sono stati assegnati dei riconoscimenti ai sindacalisti che si sono distinti storicamente per il loro impegno, tra i quali Vincenzo Galdiero, ex segretario Ugl Autoferrotranvieri e Cisnal, scomparso nel 2010, ha ritirato il premio il figlio, e Franco Bisogno segretario Ugl Salerno, nonché vice segretario Ugl Autoferrotranvieri.

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Nell'immagine è visibile una delegazione degli Autoferrotranvieri che ha partecipato alla ricorrenza.

 

Non intendono arretrare, i duri e i puri dell'Ugl, la sigla che venerdì scorso ha indetto lo sciopero che ha bloccato le linee A e C della metropolitana. "Oggi decideremo la data e convocheremo una nuova astensione degli Autoferrotranvieri", annuncia Fabio Milloch, Segretario Nazionale dell'Ugl Trasporti nonché dipendente Atac.

E' arrabbiatissimo, il sindacalista. "In tutti i modi, alla vigilia dello sciopero, abbiamo cercato un incontro con l'Azienda - sia con il capo delle Relazioni Industriali Masciola sia con quello del personale De Paoli - ma ci hanno risposto che non gli interessava. La verità è che loro pensavano avrebbero aderito quattro gatti e invece si sono trovati di fronte a un'astensione talmente massiccia che gli ha fatto sballare tutta la programmazione".

Difende i macchinisti, Milloch: "Sarà facile dimostrare che la responsabilità non è loro nè della Dct: le comunicazioni sono tutte registrate sul foglio di via". Anche perché "l'autoferrotranviere sarà pure poco istruito, ma non è stupido: sa bene che se non rispetta le procedure rischia l'interruzione di pubblico servizio, che è un reato. E' la prima cosa che gli insegnano".

Da La Repubblica Roma - 20 aprile 2015

 

COMUNICATO STAMPA

Trasporti, Milloch (Ugl):

“I cittadini romani traditi da amministratori inadeguati”

“Porgiamo le nostre sincere scuse all’utenza per il disagio arrecato con lo sciopero odierno, le cui procedure sono state avviate il 6/11/2014, nel pieno rispetto delle leggi, contro il management inadeguato dell’Atac e l’amministrazione capitolina che lo sostiene, e che la città non si merita”.

E’ quanto dichiara, in un comunicato, il segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Milloch.

“Malgrado le nostre continue richieste di incontro, avanzate all’Atac negli ultimi quindici giorni, nel tentativo di scongiurare un aggravio ai danni della popolazione e dei lavoratori - evidenzia -, l’azienda, per mezzo del direttore del personale, Depaoli, e del direttore delle relazioni industriali, Masciola, nonostante i nostri ripetuti solleciti, sino a ieri, ha irriso i lavoratori rifiutando ogni confronto sui gravi temi posti alla base della vertenza. Non abbiamo bisogno, Roma Capitale non merita una dirigenza preoccupata più del proprio ego che del bene della collettività”.

“Il Sindaco Marino deve sapere che ogni disservizio inaccettabile è ascrivibile unicamente alla dirigenza dell’Atac. Infatti, siamo rimasti sbalorditi per quanto dettoci, durante lo sciopero – prosegue - da un (ir)responsabile delle Relazioni Industriali: Mi aspettavo qualcosa di più!”

“A questo – aggiunge -, hanno fatto seguito i comunicati stampa (con annessi lanci di agenzia di fiancheggiatori) dell’assessore Improta, oltraggiosi e sminuenti sia del disagio arrecato alla cittadinanza sia delle difficoltà espresse dai lavoratori. Completi di un penoso e degradante balletto delle cifre, al quale hanno risposto il servizio bloccato e la città nel caos”.

“Improta dimentica che i lavoratori hanno un CCNL da oltre 8 anni senza rinnovo, e non da rottamare. Improta omette di parlare degli oltre 2.000.000,00 di euro elargiti in assegni “ad personam” e benefit; dell’oltre 1.000.000,00 di euro speso in consulenze solo nel 2014; degli stipendi d’oro dei manager Atac, superiori a quelli della Merkel, con i quali si potrebbe aiutare “il percorso di risanamento e rilancio dell’azienda ATAC”.

“Con tali dichiarazioni, Improta ha invece voluto dire: ‘Tranquilli.

L’operazione è riuscita benissimo: il paziente è morto!’. Preoccupati dell’inadeguatezza di certa interlocuzione - conclude nel comunicato Milloch -chiediamo l’autorevole intervento del Sindaco di Roma Capital e, Ignazio Marino, e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Del Rio; chi ha più buon senso lo usi”.

Roma, 17 aprile 2015


 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, a seguito della necessità manifestata dalle parti, con accordo dell’8 luglio 2013, di potenziare ed estendere gli strumenti di tutela dei lavoratori nei rapporti di lavoro e nel mercato del lavoro in connessione ai processi di riorganizzazione che interessano le aziende, istituisce il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Destinatari degli interventi del Fondo sono i lavoratori delle aziende, sia pubbliche che private, che occupano mediamente più di quindici dipendenti e che svolgono servizi di trasporto pubblico autofiloferrotranviari e di navigazione sulle acque interne e lagunari.

Il Fondo è gestito da un Comitato amministratore, che dura in carica quattro anni, che verrà nominato con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, è composto da dieci esperti, di cui cinque designati dall'ASSTRA e dall'ANAV e cinque designati dalle organizzazioni sindacali stipulanti l'accordo sindacale nazionale dell'8 luglio 2013 (UGL Autoferrotranvieri, FILT CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e FAISA CISAL), e di due funzionari, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell'economia e delle finanze.

Si potrà accedere alle prestazioni del fondo trascorsi sei mesi dalla sua costituzione.

Infine il decreto fissa, a decorre dalla data di entrata in vigore del decreto di istituzione del Fondo presso l’INPS, 5 marzo 2015, l’obbligo del versamento della contribuzione ordinaria (0,50% di cui due terzi a carico azienda e un terzo a carico lavoratore).

In ogni caso occorrerà attendere le istruzioni dell’l’INPS per avere informazioni su ulteriori modalità applicative del decreto.

Decreto interministeriale 9 gennaio 2015 – Fondo di solidarietà per il sostegno al reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico  
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Con messaggio n. 1445/2015, l'INPS precisa che gli eventi che comportano la sospensione del rapporto di lavoro, quali CIG/CIGS, contratto di solidarietà, non pregiudicano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia anticipato degli autoferrotranvieri.

I lavoratori che raggiungono i requisiti pensionistici nel corso di tali eventi, potranno quindi continuare a beneficiare del trattamento di vecchiaia con i requisiti agevolati individuati dal Dpr 157/2013 (cioè al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio) posto che, per tali lavoratori, è unicamente sospeso l’esercizio delle mansioni di personale viaggiante.

L'Inps precisa altresì, che il personale viaggiante, cessato dal rapporto di lavoro e al quale sia stata riconosciuta l’ASpI, acquisisce il diritto al pensionamento di vecchiaia anticipato qualora raggiunga i requisiti pensionistici entro il periodo di godimento dell’ASpI, a condizione che precedentemente a tale evento le mansioni della qualifica di personale viaggiante siano svolte in modo stabile ed effettivo.

La percezione dei periodi di sospensione dal lavoro o di Aspi resta dunque compatibile con l’accesso anticipato al pensionamento di vecchiaia del personale viaggiante. Precedentemente il messaggio INPS n. 11010/2012 aveva indicato che il presupposto per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata era, conseguentemente, la contestualità tra l’esonero dal servizio, con le mansioni di personale viaggiante, e la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, principio che ora, invece, viene temperato.

Aziende Esodandi. L'Inps precisa infine che, per i lavoratori con qualifica di personale viaggiante, coinvolti nei programmi di esodo di cui all’art. 4 della legge n. 92/2012, al fine di stabilire i requisiti minimi per il pensionamento di vecchiaia nei quattro anni successivi alla cessazione dal rapporto di lavoro, come previsto dal comma 2 del su indicato art. 4, occorre fare riferimento ai requisiti anagrafici previsti dal D.P.R. 28 ottobre 2013, n. 157 (e quindi al requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio).

 
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